UNA ‘GEMMA’ D’UOMO, UN SIGNOR ATTORE.

RUBRICA: LUCI DELLA CAPITALE.

Noemi Lusi.

Le note di Ennio Morricone per Una pistola Per Ringo hanno accompagnato l'uscita del feretro di Giuliano Gemma dopo i funerali nella chiesa di S.Maria dei Miracoli a Roma. Centinaia i presenti: oltre alla moglie Baba Richerme e alle figlie Vera e Giuliana, Walter Veltroni, Francesco Rutelli, Nino Benvenuti, Ursula Andress, Bud Spencer, Giuliano Montaldo, Alessio Boni, Fabrizio Frizzi, Ninetto Davoli, Fabio Testi, Franco Nero. Gemma sarà tumulato nel cimitero di Prima Porta.

Le note di Ennio Morricone per Una pistola Per Ringo hanno accompagnato l’uscita del feretro di Giuliano Gemma dopo i funerali nella chiesa di S.Maria dei Miracoli a Roma. Centinaia i presenti: oltre alla moglie Baba Richerme e alle figlie Vera e Giuliana, Walter Veltroni, Francesco Rutelli, Nino Benvenuti, Ursula Andress, Bud Spencer, Giuliano Montaldo, Alessio Boni, Fabrizio Frizzi, Ninetto Davoli, Fabio Testi, Franco Nero. Gemma sarà tumulato nel cimitero di Prima Porta.

Era un appassionato del cinema americano, ragazzo nell’epoca in cui le storie avventurose erano  portate sul grande schermo proprio da attori come Gary Cooper, Burt Lancaster o, più tardi, da Marlon Brando…  La generazione del dopoguerra, finito il fascismo, visse il periodo in cui il film statunitense ruppe gli argini per inondare gli italiani di novità e modernità.

 Giuliano Gemma si definiva uno del dopoguerra, la cui infanzia era stata travagliata, divisa fra studio e necessario lavoro, lo sport, la ginnastica artistica, il pugilato e fu proprio la base atletica in suo possesso che gli permise di farsi notare come valido stuntman dal cinema italiano, giungendo perfino ad essere scelto, poi, da Billy Wilder in ‘Ben Hur’, comparendo quindi  fra attori del calibro di Charlton Heston e Stephen Boyd. 

 Successivamente lavorò con Blasetti, poi con Tessari nel famoso film Cult ‘Arrivano i Titani’, sempre grazie alle sue doti acrobatiche procedette nella sua carriera con tanti registi che lui stesso asserì essere stati suoi grandi maestri.

 Si distinse poi nel Gattopardo di Visconti, a lato di Alain Delon ed in un’intervista asserì che essere su quel set risultò estremamente interessante anche per il modo di procedere del regista, così esigente, come ogni grande professionista.

 Si fece notare nel genere del western all’italiana, prima snobbato, oggi recuperato a livello mondiale, ma non volle accontentarsi, continuando a cambiare genere per l’esigenza di esprimersi in modo diverso, per la curiosità di cimentarsi in qualcosa di nuovo.

 Era un uomo di indubitabile bellezza che viveva la sua elegante avvenenza con estrema sobrietà, come se non lo riguardasse. Era un professionista di indiscutibile talento che navigava lungo i sentieri del cinema, senza fare rumore, con classe e stile unici.

 Tante le personalità di spicco presenti ieri al Campidoglio, da Carlo Verdone a Nino Benvenuti, Stefania Sandrelli, Franco Nero, Alessandro Haber a Carla Gravina che, insieme a tanta gente del popolo, hanno sentito l’esigenza di rendere omaggio a Giuliano Gemma nella camera ardente allestita nella Sala della Protomoteca a Roma.

 Sul grande schermo, nella stessa sala, scorrevano le immagini dei film più noti dell’attore. Erano quattro i picchetti d’onore allestiti fra cui quello del Presidente della Repubblica.

 Nel salutarlo per un’ultima volta, Benvenuti lo ha oggi descritto così: “un marito irreprensibile, un amico generoso, per me un fratello, che non avrei mai pensato di dover lasciare in questo modo. Non ti dico arrivederci, a presto, ma credimi, lo vorrei. Buon viaggio e un abbraccio forte, forte, forte… ciao”.

 Ciao, Giuliano, attore, gran signore, uomo che ha saputo, sottovoce, esprimere talento, fierezza, dolcezza, coraggio, passione, volontà e tenacia con estrema, dignitosissima pacatezza.

 Mancherai molto anche a noi…

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