Guerra mondiale, ora la Grecia batte cassa.

Il Paese è senza soldi. Il governo medita così di chiedere a Berlino danni per il Nazismo: 162 miliardi. Barbara Ciolli.

Un maxi rimborso da 162 miliardi di euro, pari all’80% del Prodotto interno lordo (Pil) ellenico. Se la Germania dovesse realmente pagare ad Atene l’ammanco di guerra, che si trascina ormai da quasi 70 anni, risolverebbe quasi completamente i guai economici della Grecia. Ecco perché il governo ellenico sta seriamente pensando di chiedere i danni a Berlino.
La questione è annosa e risale al secondo dopoguerra. La crisi dell’euro e le riparazioni per il conflitto mondiale sono due vicende storiche diverse, ben inteso.
Ma in un momento di estrema difficoltà e con le misure di austerity che soffocano il Paese, i contabili greci hanno deciso di tirare le somme sul dare e sull’avere, nell’ultimo secolo, tra i due Stati.

Così, se è vero che Atene deve fare sforzi enormi per riparare i buchi di bilancio, adeguandosi ai parametri dell’Unione europea (Ue), è altrettanto vero che, per i suoi trascorsi, Berlino non può dormire sonni tranquilli.
ATENE RIESUMA LE RIPARAZIONI. Secondo le rivelazioni del quotidiano greco To Vima (riprese dal tedesco der Spiegel), la commissione ellenica sulle riparazioni, istituita nel 2012, ha stimato in 162 miliardi di euro il debito di guerra di Berlino nei confronti di Atene. Una cifra che tiene conto sia dei danni subiti nel corso del conflitto sia del prestito forzoso imposto dai nazisti alla Grecia.
Il rapporto choc «di 80 pagine», stilato dopo aver consultato «761 volumi d’archivio come contratti, leggi e sentenze giudiziarie», sarebbe stato tenuto segreto dal governo. Che però, intanto, avrebbe creato una commissione ad hoc per fare bene i conti.

La Germania graziata dagli accordi di Londra

Con il sentimento anti-tedesco montante, l’opinione pubblica greca preme affinché la questione venga chiarita una volta per tutte.
Da parte sua, la Germania ha sempre affermato che il contenzioso si è chiuso nel 1961, con il versamento di 115 milioni di marchi ad Atene: una cifra provvisoria e parziale, stabilita da un accordo bilaterale che, con la necessità di far cassa e i continui rimproveri tedeschi ad Atene, viene ora messa in discussione.
Secondo il nuovo Consiglio nazionale greco per le riparazioni di guerra tedesche, al di là dei rimborsi avvenuti, i danni provocati dai tedeschi sarebbero quantificabili in 108 miliardi di euro per le infrastrutture distrutte e in altri 54 miliardi di euro del saccheggio subito dai nazisti durante l’occupazione.
IL SACCHEGGIO E LE BOMBE. Quando gli invasori del Terzo Reich arrivano in Grecia, la banca nazionale di Atene fu depredata di circa 476 milioni di marchi a interesse zero. La stessa sorte toccò a tutti gli altri Stati occupati da Adolf Hitler, come per esempio Polonia e Iugoslavia. Ragion per cui se, dopo il 1945, l’allora Germania federale avesse dovuto ripagare tutti i danni provocati in Europa e in Russia dai nazisti, il salasso sarebbe stato di proporzioni enormi.
Dopo la Prima guerra mondiale, gli accordi di Versailles costrinsero la Germania a versare somme elevatissime.
L’ACCORDO DI LONDRA DEL 1953. Ma dopo la caduta di Hitler, gli Stati Uniti premettero affinché il debito tedesco fosse radicalmente calmierato negli anni. Nel 1953, alla conferenza di Londra sul debt agreement, fu stabilito che, per i danni accumulati dalla prima metà del 1900 – e mai ripagati -, la Germania avrebbe goduto di straordinarie agevolazioni.Sostanzialmente, Berlino fu graziata. Quanto al debito dovuto alla Grecia, la prima tranche di arretrati fino al 1930 fu ridotta. La seconda, quella delle riparazioni tedesche per gli anni dopo il 1940, fu rimandata a una futuribile riunificazione.

I debiti tedeschi dal 1940 rimandati al post-riunificazione

Quello tedesco fu un haircut (taglio del debito) molto più secco di quello deciso nel 2012 per Atene verso i suoi creditori privati, come banche e altri investitori non pubblici.
La Grecia non digerì mai la prorogatio concessa alla Germania. E, in attesa della caduta del Muro, la questione delle riparazioni fu più volte ridiscussa: in particolare, all’inizio degli Anni 60 dalla vecchia Repubblica federale tedesca fu concesso un saldo forfettario, concordato come una tantum con Atene.
Successivamente ci furono altri indennizzi individuali (sia dello Stato, sia di imprese private tedesche) e tutt’ora, con la Grecia, sono in fase di negoziazione alcuni risarcimenti per singoli episodi di eccidi delle Ss, della portata di svariati milioni di euro.
QUANDO KOHL GLISSÒ SUI DEBITI. Negli ultimi decenni, sui debiti in stand-by Berlino ha fatto più volte orecchie da mercante. Nel 1990, quando il nodo tornò al pettine, l’allora cancelliere Helmut Kohl definì le riparazioni «insostenibili» per una Germania che si prendeva in carico il fardello della Ddr ed evitò qualsiasi accenno nei documenti sulla riunificazione.
Il saldo, si disse, avrebbe portato Berlino al collasso. Ma se la clemenza è possibile, sembrano ammonire ora i politici di Atene, che valga allora anche per la Grecia e tutti gli altri Piigs dell’Eurozona.
Lunedì, 08 Aprile 2013, da Lettera43

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