La Mafia scoperta in un barile.

di Giovanni Puglisi.

Mike Dash, “C’era una volta la mafia”, la storia non raccontata della nascita di Cosa Nostra (Newton Compton, pp. 334, 14.90 euro).

Tutto cominciò da un barile. Il ritrovamento di un cadavere ancora caldo di  un uomo decapitato da un profondo taglio alla gola, il cui corpo è piegato in due all’interno di un baule.

Nel suo studio basato su fonti primarie – dai rapporti dei servizi segreti americani alla memoria familiari dei discendenti mafiosi – lo storico inglese e autore Mike Dash racconta in forma di romanzo storico la nascita della mafia italiana negli USA nel periodo che va da 1890 al 1920: a partire dalla prima cosca che si insedia oltreoceano (quella in Sicilia era guidata da don Vito Cascio Ferro), capeggiata dal corleonese Giuseppe Morello (Corleone 1867-New York 1930), detto “Clutch hand”, “Artiglio”, a causa di una malformazione ad una mano (aveva quattro dita della mano destra completamente atrofizzati).

E’ il 1903, il morto nel barile è Gaspare Candella. Grazie al ritrovamento nelle sue tasche di un biglietto che alcuni negozianti riconosceranno essere scritto in siciliano, l’unico poliziotto italoamericano che si occuperà delle indagini, Joe Petrosino (Padula, Salerno,  30 agosto 1860Palermo, 12 marzo 1909) individuerà il mandante dell’omicidio e il primo capomafia d’America, in Giuseppe Morello.

Mentre la generazione di Al Capone, quella successiva, è stata studiata nei  minimi particolari, lo storico inglese ha scoperto e ricostruito, grazie ad un archivio corposo e  mai consultato dai servizi segreti, la storia del primo criminale, Morello, falsario e spacciatore di dollari falsi ai poveracci appena sbarcati dall’Italia, appropriandosi dei loro risparmi. Little Italy era il terreno ideale per il crimine. Con gli emigranti bisognosi di lavoro erano sbarcati negli Stati Uniti anche avventurieri, evasi e latitanti.

Il delitto del barile è importante perché porterà Petrosino non solo ad individuare i mandanti, ma anche a segnare una svolta nella storia investigativa americana.

Petrosino riconosce sul fondo del barile dello zucchero misto a segatura e cicche di sigari toscani. Un timbro W & T233 scorto sulla botte fa risalire alla drogheria Wallace & Thompson, di cui l’unico cliente italiano è Pietro Inzerillo, proprietario di un ristorante al 266 di Elisabeth Street. Ma il locale, scoprirà Petrosino, altro non è che la copertura di una banda di falsari ed estortori, ma è anche il luogo dove è stato assassinato Gaspare Candella. Uno dei killer è Benedetto Madonia, giunto a New York per chiedere agli ex compagni di cosca del cognato una parte del bottino per pagare la difesa al cognato Giuseppe Di Primo, detenuto a Sing Sing.

Questo fenomeno aveva posto le autorità americane di fronte a gravissimi problemi, primo quello dell’ordine pubblico. I poliziotti, quasi tutti ebrei o irlandesi, non riuscivano a capire gli immigrati né a farsi capire da loro. “Solo risolvendo il caso – afferma lo storico inglese – Petrosino convincerà i suoi superiori a creare un corpo speciale di italiani da infiltrare tra i mafiosi di Little Italy (i criminali di Little Italy si erano trovati improvvisamente di fronte ad un nemico che parlava la loro stessa lingua, che conosceva i loro metodi, che poteva entrare nei loro ambienti, n.d.r.)”. Attraverso la preziosa Italian banch – alleanza che avrà con William Flynn, capo dei servizi segreti – permetteranno allo storico inglese di ricostruire l’intera trama “familiare” della banda Morello, circa trenta persone con precedenti penali giunte dalla Sicilia (uno dei quali uno dei più feroci killer dell’epoca, Tommaso Petto, detto The Ox, il Bue) – Dash ammette di essersi concentrato sulla mafia italiana, piuttosto che su altre organizzazioni criminali, proprio perché “E’ un saggio iconico. Perché la parola italiana Mafia colpisce sempre l’immaginario anglosassone, facendo scambiare vari delinquenti con personaggi con un forte senso dell’onore come quelli del Padrino”. L’autore segue i crimini e le attività illecite di Giuseppe Morello e dei suoi uomini d’onore, descrive la conquista di New York grazie all’alleanza con il boss Ignazio Lupo di Little Italy,  la nascita della “Mano nera”, il racket dell’estorsione; ci svela i rituali di iniziazione e gli ingegnosi sistemi di protezione della cosca; ci fa ascoltare la voce di William Flynn, capo dei Servizi segreti statunitensi a New York, e ci conduce infine sulla scena dell’assassinio del grande boss (1930), nel corso della sanguinosa guerra castellammarese.

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