L’orgia della parola

di Vittoria Di Fabio (*).

L’utilizzo di un codice comune contraddistingue ogni tipo di comunicazione la quale, nel caso della società umana, è sostenuta da una ricca normativa che concerne la libertà di espressione.
Tale intervento è di fondamentale rilevanza in democrazia ma, anche se opportunamente delineato e delimitato, non può arginare la valanga di esposizioni tematiche, di cui siamo testimoni, che spesso mediamente organiche e dirette sono non poche volte evidentemente non intellegibili o intenzionalmente fuorvianti. La ricchezza insita nella diversità viene inquinata in tal modo dall’ingorgo di ipotesi, tesi e sintesi spesso criptiche o, comunque, di difficile identificazione.

Poiché la varietà di interventi è considerata un privilegio ed un’attuazione della libertà, che è stata spesso negata nel corso della storia, ci si astiene spesso dall’esprimere disappunto circa la qualità, la quantità, la frequenza e la modalità relativa alla produzione di stimolazione verbale anche su temi di rilevanza indiscussa.
La conseguenza che si manifesta è il crescere e lo stabilizzarsi di una ‘mediacrazia’ che vive e si nutre di questa libera produzione quotidiana ad ogni livello. D’altro canto, nonostante il fastidioso attrito che deriva dal confronto con l’oggettività, analisi e coerenza, misure di contenimento sono inconcepibili perché effettivamente contrastano con i principi fondamentali e le nostre individuali convinzioni in tema di libero pensiero.
In tal modo è disponibile ed alla portata di tutti una immensa varietà di concetti, informazioni ed ampie e continuative ‘narrazioni’, che incidono e tendono a modellare equilibri.
Per sperare di poter avere la possibilità di coagulare un’opinione che in qualche modo di avvicini alla realtà dei fatti, da mettere poi a confronto con le nostre individuali scelte e convinzioni, non rimane che destinare qualche brandello di tempo al contatto diretto con diverse emittenti, testate, dibattiti, conferenze, in modo da poter assumere dati da apprendere nell’immediato e confrontare successivamente, calibrandoli opportunamente nel tempo.
Questa scelta ovvia non è, però, semplice per chi conduce un’esistenza pressata dalla carenza di tempo, da problemi di lavoro o, comunque, per chi è impegnato con serie istanze di varia natura.
Nonostante ciò risulta evidente l’importanza di riuscire a mantenere l’attenzione vigile nei confronti di percorsi che vengono diffusi come corretti, affidabili e convincenti ma che, nel migliore dei casi, non prevedono alcun intervento efficace alla riduzione delle difficoltà che persistono nel tempo.

(*) Rubrica ”Società in movimento”

 

About altritalia