…in movimento?

di Vittoria Di Fabio.

La caduta del prezzo della benzina, non proporzionata alla riduzione del prezzo del petrolio, è stata accolta con un certo sollievo dalla maggior parte degli automobilisti, in particolare quelli che hanno la difficoltà di ‘arrivare alla fine del mese’, i quali hanno prima di tutto percepito la convenienza immediata e poi hanno pensato di poter interpretare positivamente l’evento.
Tornando indietro nel tempo si ricorda che la crisi degli anni settanta vide il prezzo del petrolio salire in breve in maniera vistosa. Ora, al contrario, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno del 2014 si è verificato un significativo calo del suo prezzo sui mercati mondiali.

In realtà la produzione mondiale di petrolio, negli Stati uniti, in Russia ed altrove, aumenta determinando un calo del prezzo e non rassicura per nulla il fatto che la richiesta di ridurre la produzione non è stata accolta.
Una delle ragioni del crollo del prezzo del greggio riguarda una riduzione generale del consumo del petrolio. Si teme, in effetti, che la domanda non assorba l’offerta anche a causa della fase di contrazione della disponibilità al consumo, registrata nel corso della crisi che ancora persiste.
Gli economisti parlano di recessione con rallentamento dell’attività produttiva ed incremento della disoccupazione. In effetti, l’economia soffre a causa della deflazione, che rappresenta un rilevante problema della economia del continente europeo. Il livello ottimale dell’inflazione si muove intorno al 2% mentre attualmente si trova sotto l’1%. Si riscontra, inoltre, un rallentamento della crescita sia del nostro continente anche in nazioni nelle quali non si sospettava che ciò potesse aver luogo.
Pertanto, in sostanza, non si prevede a breve un miglioramento della situazione generale, su cui pesa gravemente anche lo scarso dinamismo che rende molto difficile per l’Europa avviarsi verso un orizzonte più sereno.

About altritalia