‘Ndrangheta, sciolto il Comune di Sedriano. E’ il primo caso in Lombardia.

Il provvedimento firmato dal ministro Alfano. Il sindaco Pdl Alfredo Celeste è accusato di corruzione aggravata. Legami con presunti ‘ndranghetisti trapiantati al Nord erano emersi nell’inchiesta che ha portato in carcere per voto di scambio l’assessore regionale Zambetti, ma non si è mai dimesso.

Sedriano, 11mila abitanti in provincia di Milano, è il primo comune lombardo sciolto per mafia. A un anno e sei giorni dall’arresto del primo cittadino per corruzione e di personaggi vicini all’Amministrazione comunale con l’accusa di associazione mafiosa, il Consiglio dei ministri ha deliberato: Sedriano va sciolto per mafia. Il commissariamento immediato, proposto del ministro dell’Interno Angelino Alfano, coinvolge nelle stesse ore anche un’altra cittadina italiana: Cirò in provincia di Crotone. Due storie diverse da Nord a Sud che necessitano l’intervento delle autorità competenti per ripulire la pubblica amministrazione dall’infiltrazione della ‘ndrangheta.

Una fine amministrativa preannunciata, quella di Sedriano, a cui la maggioranza consiliare Pdl eletta nel 2009 ha tentato di opporsi rifiutando l’invito alle dimissioni chiesto a gran voce dalla cittadinanza a partire dal 10 ottobre 2012, giorno in cui in Lombardia scattarono gli arresti che a Sedriano coinvolsero il sindaco Alfredo Celeste e il padre e il marito di due consigliere comunali. Si tratta di Eugenio Costantino, titolare di “compro oro” e padre della giovane consigliera 27enne Teresa, presunto boss della ‘ndrangheta operante nel milanese; e del medico chirurgo del pavese Silvio Marco Scalambra, marito della consigliera comunale e capogruppo Pdl Silvia Stella Fagnani, accusato di essere collettore di voti delle cosche. Secondo i magistrati, i due sarebbero stati complici di un ‘do ut des’, “asservendo a fini corruttivi il Sindaco di Sedriano” che, come risulta dalle intercettazioni riportate nell’ordinanza di custodia cautelare, sognava un posto in Senato.

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Da il fatto quotidiano, 16 ottobre 2013.

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