La Padova del razzismo mascherato

di Martina Gallato.

“Io razzista? Sarà lei che è negro.”

(Beppe Viola)

Cammino per le strade ed è tutto diverso. C’è qualcosa di nuovo nell’aria, qualcosa di terrificante. Apro la mia pagina facebook, e capisco. In bacheca molti miei amici si lamentano per la vittoria del neosindaco a Padova. Eh già, ora capisco. Io abito in provincia e la cosa non mi toccherebbe direttamente, se non fosse per il fatto che passo gran parte delle mie giornate a Padova, e che ho intenzione di studiarci per i prossimi anni. Come dicevo lo sdegno è alto, la gente è arrabbiata. Ancora una volta (non è la prima nella storia d’Italia) ha vinto la paura, il terrore, la mentalità chiusa. E ha vinto pure l’opportunismo. Tuttavia non mi dispero, il fatto che la gente si stia indignando significa che a Padova ancora in molti sono favorevoli all’integrazione e al multiculturalismo.

Passa un giorno. Ancora una volta, apro la mia bacheca facebook e la situazione è diversa. Primo: una foto di un camper accompagnata dall’hashtag #zingari#bitoncipensacitu. Secondo: una mia amica scrive: ‘Forse ora potremo essere nuovamente liberi di andare in stazione da soli. #bitoncipensacitu’. Terzo: un mio amico, posizione: zona stanga Padova, scrive: ‘che degrado’, e come d’obbligo, #bitoncipensacitu. La lista potrebbe continuare all’infinito, perchè sta di fatto che in un giorno la gente si è resa conto di poter dire quello che pensava senza aver bisogno di giustificarlo, senza aver bisogno di lottare per qualcosa che sostiene, e che per la maggior parte della gente è assolutamente sbagliato. Beh, ora non è più così. Ora per la maggior parte della gente è giusto togliere i servizi agli immigrati e darli prima agli italiani, seguendo di fatto un ordine in base alla nazionalità cui si appartiene. Ma se si grida al razzismo tutti fanno un passo indietro. ‘Non è razzismo questo, è giustizia’. Oppure: ‘Siete voi a non capire, ad avere una mentalità troppo chiusa, una mentalità comunista’.
Giorno dopo giorno la faccenda si fa peggiore. Persino con i miei più cari amici è impossibile affrontare l’argomento senza litigare. C’è chi sostiene il ‘lasseiz-faire’ nei confronti del sindaco, c’è chi dice che non bisogna giudicare in base a una bandiera ma in base a quello che verrà di fatto attuato. C’è chi sotto sotto approva tutto, silenziosamente, perchè sa di essere in una minoranza (nel mio gruppo di amici, intendo). Tuttavia questo non accade più a Padova. Il razzista-medio, leghista-medio, o semplicemente il padovano-medio sa benissimo di far parte della maggioranza e non ha più paura. Non ha paura di sembrare razzista, perchè sa che il 53,5 % dei padovani la pensa come lui, e lo difenderà dalle accuse di razzismo. Ed è così che girando per le strade due ragazzi neri possono venire insultati per il semplice atto di camminare sul suolo padovano, ed è così che una mamma allontana la sua bambina bianca da una bambina nera al parco e le dice: ‘non giocare con i bimbi neri’.
Io, personalmente, non lo sapevo. Non sapevo che una città potesse diventare razzista così, nel completo silenzio. E a tutti quelli che mi criticano perchè in fondo schierandomi contro Bitonci un giorno dopo la sua salita, mi schiero contro un’ideologia e non contro dei provvedimenti concreti, rispondo: le ideologie sono lo strumento più potente che l’uomo abbia a disposizione. Quindi sì, mi schiero contro un’ideologia. Mi schiero contro un partito che da sempre non ha avuto problemi ad esternare idee razziste, e non solo. Mi schiero a favore di una mia ideologia, basata sull’integrazione. Perchè gli aiuti vadano a chi ne ha bisogno, indifferentemente dal colore della sua pelle. Lotto e lotterò per quest’ideologia, per quest’idea di una città in cui i bambini bianchi giochino con i bambini neri, in cui chiunque possa passeggiare per le strade senza correre il rischio di essere insultato.
Ad oggi la Padova che ho sempre amato non è più così, e questo, cari miei, è dovuto a quella tanto sottovalutata ideologia che è salita al potere l’8 giugno con fazzolettino verde e carroccio. Se questo è quello che un’ideologia sbagliata produce, penso che ci siano tutte le ragioni del mondo per prendere posizione in base ad essa. Scusate se è poco.

 

 

 

 

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