Si fa ancora più indietro, si fa ancora più tardi.

NUOVA RUBRICA DI SABRINA GRECO: SULLA STRADA. 

Si fa ancora più indietro, si fa ancora più tardi.

E’ appena dietro me, sento i vestiti maleodoranti di urina. Forse mi sta sfiorando.
Mi volto appena. Siamo nel tram della sera.
La giacca grigio scuro impolverata, cappello di uguale colore.
Voci concitate, la verifica biglietti. Uomini in divisa. E’ il momento rivelatore a sorpresa più importante per la vita del tram, mica altro.
L’uomo è abbastanza anziano e trasandato. Noto che, quando è provocato, gesticola con la mano destra più che parlare.
“Documento di identità!” La voce è più forte. E’ del tipo più alto che guarda diritto davanti a sé, gambe aperte: uno e trenta, penso. Un euro e trenta centesimi. Penso a cosa si possa comprare oggi.
“Non l’ho”, risponde alzando insospettatamente la voce quasi a manifestare e rivendicare esistenza.
“E allora vorrà dire che rimarrà su co noi altri.”
“E’ ridicolo”, dico. Non è neanche giovane da poter fare tanta strada a piedi. Non fa ancora freddo. Forse è stanco.
“E’ che poi, alla fine, paghiamo noi per loro”, mi risponde la signora accanto.
“Basterebbe pagassero le tasse gli evasori e certe persone si vedrebbero miracolosamente riconosciuto il diritto a viaggiare gratis.”
A Natale accompagneranno il consorte alla Messa in cui il prete ricorda i poveri del mondo, per poi tornare sereni, pieni di fervore e accaldati, insieme nella loro casa.
“Sono cinquanta euro di multa.”
“Non li ho”, risponde. Poi non dice più nulla.
La portella del tram s’apre dietro, alla sinistra.
Scendono attorniandolo, lo circondano. Uno di loro scrive.

 

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