Un sorriso che non scomparirà

di Noemi Lusi (*).

Abbiamo acceso la televisione per sentirci comunicare una notizia che ancora adesso non sembra poter essere vera. E’ venuta a mancare una delle attrici italiane più grandi dei nostri tempi.

Virna Lisi, una bionda decisamente elegante ed avvenente, aveva scelto, già da giovanissima la via difficile, la strada della serietà, quella che ha percorso in tutti i sensi, tutti i giorni della sua vita.
Ci vuole una volontà di ferro perché una donna tanto bella, raffinata ed intrisa di fascino come era lei perseveri sul cammino delle difficoltà dell’interpretazione scenica, continuando a calcare travi di palcoscenici densi di spessore, malgrado i richiami stellati perfino di una Hollywood scintillante.

Molti ricorderanno il suo talento nelle commedie che l’hanno vista protagonista anche del piccolo schermo negli anni della sua giovinezza quando già il suo talento primeggiava, anche dal diretto confronto con i grandi dell’epoca. La ricordiamo nel 1957 impersonare Elizabeth di ‘Orgoglio e pregiudizio ‘ di Jane Austen accanto a Franco Volpi ed Enrico Maria Salerno quando già era stata protagonista di noti messaggi pubblicitari, anch’essi passati alla storia e già avrebbe potuto farsi ‘rubare’ la sua compostezza da più sfavillanti e facili percorsi.
La seconda metà degli anni ’60 la vide sia partecipare in commedie d’autore quali ‘Signore & signori’ di Pietro Germi, premiato con la Palma D’Oro al Festival di Cannes nel 1966, sia convocare a Hollywood dove colse l’opportunità di firmare un prestigioso contratto di sette anni con la Paramount che intendeva lanciare un’attrice che riuscisse ad impersonare il prototipo della bionda svanita, una ‘nuova’ Marilyn Monroe. Dopo aver girato il film ‘Come uccidere vostra moglie’ con Jack Lemmon, si rese, però, conto che la carriera che le si profilava davanti non corrispondeva ai criteri e all’alto standard che da sempre aveva perseguito e dopo soli tre anni di collaborazione, la sua decisione di rescindere il contratto per tornare in Italia fu irrevocabile.
Si potrebbe proseguire all’infinito nel rievocare tutto quanto sperimentato, affrontato e portato a termine da un’attrice tanto talentuosa quale la nostra cara Virna Lisi, ma non è una puntuale biografia quella che si intende qui tracciare.
Si vuole, piuttosto, delineare con tratti sfumati e decisi ad un tempo, come la protagonista dell’articolo, il ritratto di una donna forte che in un’intervista recente aveva asserito di sembrare algida ai più, ma di sentirsi dentro di sé una Anna Magnani, di un’artista poliedrica che ha accettato soltanto i ruoli che la emozionavano profondamente, mai scendendo a compromessi, seppur promettenti e seguendo, anche nella vita privata, la via della riservatezza, della responsabilità e di un impegno caratterizzato anche dalla coscienza che è in ciò che è duraturo e vero che risiede ciò che vale.
Il suo pubblico è diventato sempre più numeroso. Era un’attrice che piaceva sia all’audience maschile che femminile e che incarnava ad un tempo il mito della bellezza e quello della competenza.
Ci risulta difficile pensare che non ci sia più, che i tramonti della nostra capitale non illumineranno più il suo impenetrabile, significativo sguardo.
Preferiamo pensare che sia lei ad illuminare i nostri ricordi con il suo sorriso che nella nostra mente e nei nostri cuori non scomparirà mai.
Preferiamo ringraziarla per averci lasciato un patrimonio inestimabile di cultura, di serena compostezza, di bellezza unita a responsabilità, promesse mantenute e talento.
Un abbraccio, Virna…
(*) Rubrica: Luci della Capitale

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